Il lavoro è una priorità umana
perciò è una priorità cristiana
Quanto è importante il lavoro:
Per la dignità umana, per formare una famiglia,
per la pace
Cappellani del lavoro di Genova2021-01-13T15:47:08+01:00

Cattedrale Aperta:
invito alla cultura

Cattedrale Aperta è il ciclo di incontri organizzato dall’Ufficio Cultura della Diocesi. L’iniziativa, voluta dal Cardinale Bagnasco e ospitata nella splendida cornice della Cattedrale di San Lorenzo, promuove momenti di approfondimento su tematiche sempre diverse. Una iniziativa di successo che continua anche con l’Arcivescovo Mons. Marco Tasca.

Il primo appuntamento del 2021, mercoledì 20 gennaio, tratta il tema “La via del mare, le vie del lavoro: Genova e il suo futuro”; relatori il dottor Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova e l’ingegner Ferdinando Garrè, amministratore delegato di San Giorgio del Porto. Moderatore Don Gian Piero Carzino, vice Direttore dei Cappellani del Lavoro e Direttore dell’Ufficio Pastorale Diocesano per il Lavoro.

L’evento non potrà svolgersi in presenza, causa il perdurare delle restrizioni sanitarie. Invitiamo quindi a seguire in streaming come indicato sul manifesto.

Arrivata all’Aeroporto di Genova la statua della Madonna di Loreto
Patrona degli aeronauti

Ad accogliere la sacra immagine, che sarà esposta in area partenze sino al 21 gennaio, l’Arcivescovo di
Genova, i rappresentanti di Enti e Istituzioni e il Cappellano del Lavoro Giovanni Valdenassi.
Di seguito una breve cronaca dell’evento a cura di don Valdenassi.

 

 

Mercoledì 7 gennaio, poco dopo le 14.00, è atterrata al “Cristoforo Colombo” la statua raffigurante la Madonna di Loreto, in viaggio negli scali italiani nell’ambito delle iniziative del Giubileo per il centenario della proclamazione, ad opera del Papa genovese Benedetto XV, della Vergine Lauretana quale celeste Patrona degli aviatori e viaggiatori.
Il nostro Arcivescovo, dopo avere incontrato le Autorità presenti, è salito a bordo dell’aereo per accogliere personalmente la sacra immagine, insieme al Direttore Aeroportuale Nord-Ovest, Adolfo Marino, al Presidente dell’Aeroporto, Paolo Odone, al Direttore Generale Piero Righi, e ai rappresentanti degli Enti di Stato che operano presso lo scalo ligure. Con un breve ed intenso momento di preghiera, al termine del quale l’Arcivescovo ha benedetto i presenti, la statua è stata collocata nell’ area partenze.  Mons. Tasca ha poi visitato i diversi settori dell’Aeroporto, la Guardia di Finanza, le Guardie giurate, gli Uffici di Dogana e della Polizia di Stato, gli uffici operativi dell’Aeroporto (Coordinamento voli e rampa smistamento bagagli). Si è poi recato alla sezione aerea degli elicotteristi della Guardia di Finanza, agli hangar Piaggio Aerospace, dove viene effettuata la manutenzione degli aerei dell’aviazione generale, alla sede dell’Aeroclub di Genova, al distaccamento dei Vigili del Fuoco sito presso la pista di decollo e atterraggio. Ha fatto inoltre visita all’Ufficio bagagli smarriti e all’Ufficio Permessi, sempre accompagnato dal Direttore aeroportuale, dal Direttore Generale e dal Cappellano dell’Aeroporto.
Anche qui infatti si registra la preziosa presenza dei Cappellani del Lavoro, che (peculiarità esclusiva della nostra Arcidiocesi) incontrano il personale con sistematicità direttamente nei diversi ambiti operativi.
La sacra immagine della Madonna di Loreto sarà ospitata al “Colombo” sino al 21 gennaio, quando ripartirà alla volta dell’aeroporto di Cuneo, per proseguire poi allo scalo di Torino dove resterà dal 28 gennaio all’11 febbraio.
Tutti i passeggeri in partenza dall’aeroporto di Genova avranno in questi giorni la possibilità di sostare in preghiera dinanzi all’effigie della nostra Madre celeste. Inoltre anche i cittadini che lo desiderano, potranno richiedere di recarsi presso la sacra immagine previo appuntamento, da concordarsi  scrivendo agli indirizzi ufficiostampa@airport.genova.it e alliani@airport.genova con un preavviso minimo di 24 ore. Le giornate di visita sono dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 10:00-17:00.

Don Giovanni Valdenassi – Cappellano del Lavoro

Santa Barbara 2020

Nel mese di dicembre  la presenza dei cappellani del lavoro genovesi si focalizzava maggiormente sulla celebrazionedella S. Messa in molti ambienti di lavoro. Tradizionalmente la prima celebrazione, che i cappellani e l’Arcivescovo di Genova erano invitati a celebrare,  è la S. Messa in onore di Santa Barbara il 04 dicembre. Quest’anno la Messa è stata celebrata dal Vescovo di Tortona Sua Eccellenza Francesco Viola nel camerone della Galleria di Valico Nord (Cantiere di Moriassi – Comune di Arquata Scrivia). Monsignor Luigi Molinari e i cappellani del lavoro genovesi, non potendo partecipare, hanno potuto  condividere questo momento di gioia collegandosi via streaming. All’azienda e ai lavoratori tutti la nostra gratitudine per il cortese pensiero e i migliori auguri di Santo Natale e un 2021 ricco di vero Bene.

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RICORDO DI MONSIGNOR MACCHIAVELLO

“Il fuoco nella semplicità”

Ogni anno i Cappellani del Lavoro celebrano la S. Messa in occasione dell’anniversario della morte di Monsignor Luigi Macchiavello (1925-1976), successore di Monsignor Aurelio Torrazza (1912-1975) alla guida dell’ O.N.A.R.M.O., dal 1969 fino alla morte avvenuta il 31 gennaio 1976.
Così lo ricorda Monsignor Molinari nel 2001, a venticinque anni dalla scomparsa: “Di Monsignor Macchiavello rimane la testimonianza di una fedele e quotidiana dedizione alla Pastorale del Lavoro, di un sincero ed illimitato spirito di collaborazione con il proprio Vescovo… Larga parte dello stile che caratterizza la Fondazione A.R.M.O. trae origine dalla paziente opera di Mons. Macchiavello. Tutto fece nel silenzio, nell’umiltà, nella quotidiana presenza accompagnando e servendo l’A.R.M.O. in passaggi difficilissimi per la sua sopravvivenza, pur dovendo fare i conti con un fisico esile ed una salute cagionevole.”
Pubblichiamo il documento con le parole pronunciate dal Cardinal Giuseppe Siri alla Messa di trigesima – 1 marzo 1976 – dalle quali emerge, vivida, la personalità di Mons. Macchiavello.

Testo trascritto durante la celebrazione che abbiamo lasciato nella forma originale anche con qualche refuso

Ci ritroviamo qui per pregare per l’anima di Mons. Luigi Macchiavello e a riflettere, trenta giorni dopo la perdita, nel dolore, l’incredibile fatto che lui ci fosse scomparso. Questi giorni hanno fatto misurare meglio che cosa abbia mo perduto. Ci troviamo qui, io e i miei confratelli che da tanti anni ci occupiamo dell’assistenza religiosa e morale degli operai, ma principale quella che riguarda il più della loro vita. Ci troviamo qui come per raccoglierci in questo dolore, sotto le ali dal Padre che sta nei cieli, e abbiamo bisogno; ci pare di essere dispersi, e bisogna che non siamo dispersi, perché ci siamo sotto le le ali dal Padre che sta nei cieli. Siamo qui per ricordarci della Divina Provvidenza, la quale è più splendida quando nei cieli domina; e questa morte è stata un’ombra che è calata su tutti noi, credere a questa eterna Provvidenza, che pensa a tutti, anche all’incredibile piccolo, questa Provvidenza che riserva le sue risorse stupefacenti per i piccoli e per quelli che non sono inflati dalla loro intelligenza.
Come abbiamo detto, ora ci raccogliamo così in quest’atmosfera di preghiera dove il tempo tocca l’eternità, e dove chi è passato è come se ancor ci fosse, e in realtà c’è, come se nulla fosse stato reciso, allontanato, diminuito: il regista e la sensibilità della nostra anima, di affetto fraterno, d’amicizia, di stima.
Diamo ancora uno sguardo a lui. Ho scelto e letto questo brano del Vangelo, dove il signore dice che preferisce i semplici, perché lui fu semplice, non un sempliciotto, un semplice; i semplici possono avere tutto lo splendore della loro mente, e lui l’ebbe, ma senza senza quello costruzioni fantasiose e scio che che si fanno intorno, senza quella recitazione continua. Era rivelatore della sua semplicità con quel carattere immediato, spontaneo, si direbbe che tra la sua anima e quello che faceva e diceva, non ci fossero mai elementi diversi, e tutti l’avvertivano questo. Io l’avvertivo quasi ogni mattina quando passava da me per il rapporto: era, direi, una boccata d’aria fresca, cosa che a me non succede tutti i giorni e tutti i momenti, quando passo le ore a ricevere la gente che viene a portarmi i suoi dolori, non le gioie. Lo rivedo così; ma in questa semplicità c’era un guizzo d’anima, una prontezza a rivelare i problemi, a isolarli nella loro sostanza senza super affettazioni, senza gloriarsi.
Era piccolo e minuto come se la sua figura dovesse accompagnare questa semplicità immediata che toccava: allora ci sembrava una cosa naturale perché era sempre stato così; la sofferenza fisica che aveva conosciuto da molto giovane, l’aveva temprato, l’aveva aiutato ad essere così, ma in mezza a questa semplicità sentivamo un fuoco, c’era un fuoco. Arrivava dappertutto, non gli sfuggiva niente, volava, io dicevo,come volano gli uccelli, era dappertutto ed era tutto; aveva una forma semplice, senza circonlocuzioni a risolvere fin in fondo ogni cosa. Era così semplice, retto, buono e ci appare ancor oggi così; io credo che questa luminosità che ebbe in vita, l’abbia accompagnato sulle soglie dell’eternità. E se se siamo qui per pregare ancora per lui, è perché i conti con dio, sono affari molto seri, e pertanto anche le piccole sfumature che il mondo trascura, lassù hanno esito, hanno riflesso e sono invocazioni di giustizia; per questo preghiamo, ma ci confortiamo che quando uno si presenta all’eternità, può avere, non sappiamo se l’abbia, può avere il beneficio immediato di tutte le preghiere che si faranno nei trigesimi e per gli anni venturi, perché Dio è eterno e pertanto sa già quel che si farà per lui, e se crede, nella sua misericordia, può fare beneficio immediato; io spero sia andata così; ed io spera anche che noi siamo sotto le ali del Padre che sta nei cieli, e spero che ad aiutare queste ali che si allargano su di noi, si siano i due che abbiamo perduto nel giro di otto mesi: Monsignor Torrazzae Monsignor Macchiavello, tutti e due. Noi umanamente li crediamo una perdita, siamo qui davanti a Dio, proviamo a pensarci che sono un acquisto: badate che dal Cielo si può fare di più che dalla terra, e così sia!

Incidente  Ansaldo Energia di Genova Campi

Con riferimento all’incidente mortale occorso a Eros Cinti, avvenuto in data 21 gennaio 2019 presso lo stabilimento Ansaldo Energia di Genova Campi, Sua  Eminenza il Cardinal Angelo Bagnasco e i Cappellani del Lavoro, profondamente addolorati, esprimono la loro vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutta la comunità aziendale e affidano al Signore l’anima del nostro fratello caduto sul lavoro.

E’ dovere delle Chiesa difendere il Lavoro

Il contatto della Chiesa genovese con il mondo del lavoro è realtà quotidiana. Si concretizza attraverso il dialogo che i Cappellani del lavoro intrattengono con le Direzioni, con le organizzazioni Sindacali e con i lavoratori, in diretto contatto con le problematiche che emergono quotidianamente.

La difesa del lavoro, da parte dell’Arcivescovo e della Chiesa genovese, è un dovere primario perchè senza lavoro la dignità delle persone è profondamente ferita. Alla nobile causa del lavoro la Chiesa e i Papi, dal 1891, hanno dedicato riflessioni e divulgato insegnamenti, preso posizione e attuato interventi spesso risolutivi a livello mondiale.  Oggi Papa Francesco, tra le massime autorità mondiali, si distingue per la costante difesa del lavoro e contro la disoccupazione.

Difendere il lavoro vuol dire muoversi sul terreno della concretezza evitando inutili e nebulose elucubrazioni, guardando con attenzione a tutte le condizioni indispensabili affinché il lavoro ci sia e continui ad esserci. E’ questa la ragione per la quale la Chiesa genovese da sempre e oggi, in modo particolare, guarda con la massima attenzione all’impiantistica del Distretto delle Riparazioni Navali, alle infrastrutture portuali, al potenziamento del Cantiere navale di Sestri Ponente ed ai collegamenti per l’arrivo e la partenza delle merci. Tutti sanno che la logistica è un aspetto fondamentale per il buon stato di salute delle strutture produttive e quindi per i posti di lavoro. La catena montuosa dell’Appennino protegge Genova dai venti del nord ed, in passato, dalle invasioni dei nemici ma oggi ne ostacola le comunicazioni e il problema va risolto.

Il servizio della Chiesa genovese verso il lavoro e verso la città si attua anche attraverso il dialogo con le Pubbliche Istituzioni locali e nazionali. Esse, indipendentemente dagli schieramenti politici di appartenenza, hanno il grave dovere della custodia del Bene comune. Con esse la Chiesa genovese è lieta di intrattenere un dialogo rispettoso e franco, esprimendosi con fermezza su quegli aspetti da essa ritenuti rilevanti agli effetti del Bene comune. Si tratta di un diritto dovere al quale la Chiesa non deve e non può rinunciare.

Monsignor Luigi Molinari

Vicario Episcopale per il Lavoro

Le settimane sociali

Alla settimana sociale di Cagliari 2017 hanno partecipato alcuni responsabili del mondo del lavoro che frequentano le nostre riunioni e iscritti al Percorso di formazione politica della Diocesi.

www.settimanesociali.it

Video intervento Danilo Moresco per le Settimane sociali

Video intervento Dott.ssa Colombari per le Settimane sociali

Comunicato Mons. Luigi Molinari sull’Ilva

La solidarietà ai lavoratori dell’Ilva ci tocca profondamente, è lontana da ogni ombra di retorica e segnata da vicinanza e condivisione. Vicinanza intessuta nel corso di decenni di presenza nello stabilimento di Cornigliano che ci fanno vivere la vertenza come una realtà che coinvolge e tocca profondamente il nostro cuore. La recente accoglienza riservata al Santo Padre ha dimostrato quanto sia profondo il legame della Chiesa genovese con lo stabilimento Ilva di Cornigliano.

La solidarietà va vissuta a nostro avviso con consapevolezze ineludibili, in vista di una giusta soluzione. La vertenza tocca le radici del tessuto umano della nostra città, duramente provato dalla crisi del lavoro e dalle inevitabili tensioni sociali che ne derivano. Fatti anche recenti di crisi aziendali creano un clima di amarezza da gestire con senso di responsabilità.

Lo stabilimento di Cornigliano, che rischia di perdere 600 posti di lavoro ha impianti validi, non obsoleti, maestranze capaci e motivate, alti indici di produttività. I risultati conseguiti rappresentano un patrimonio che la nostra città deve tener presente ed operare affinché venga responsabilmente considerato e valorizzato.
Le Organizzazioni Sindacali si trovano davanti ad un compito assai impegnativo: salvaguardare i diritti dei lavoratori, cercare di capire quali prospettive attuali e future il piano industriale della Arcelor Mittal prevede per lo stabilimento, quali investimenti sono previsti. Alle organizzazioni dei metalmeccanici non manca certo l’esperienza per condurre saggiamente le trattative.

La vertenza Ilva è posta in buona parte nelle mani del Governo. È chiamato in causa per ciò che è stato fatto, per ciò che è stato omesso e per ciò che oggi va fatto in tema di “politica industriale”. Abbiamo fiducia che ora tutto sia compiuto nell’interesse dei lavoratori e del tessuto industriale del nostro paese, fonte di lavoro per moltissime persone. Siamo certi che anche le Istituzioni locali non faranno mancare il loro interessamento per una giusta conclusione della trattativa. Inoltre la vicenda Ilva è in mano ad una società multinazionale. Un interlocutore non facile ma ineludibile. Altre società multinazionali operano nella nostra città. La chiesa genovese, nell’assoluto rispetto dei compiti delle Pubbliche istituzioni, delle Proprietà e delle Organizzazioni sindacali ha cercato di aprire un dialogo nell’interesse dei lavoratori e della città. E con questo stile è ben lieta di poter contribuire alla giusta soluzione della vertenza Ilva.

Mons. Luigi Molinari

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