Il contatto della Chiesa genovese con il mondo del lavoro è realtà quotidiana. Si concretizza attraverso il dialogo che i Cappellani del lavoro intrattengono con le Direzioni, con le organizzazioni Sindacali e con i lavoratori, in diretto contatto con le problematiche che emergono quotidianamente.

La difesa del lavoro, da parte dell’Arcivescovo e della Chiesa genovese, è un dovere primario perchè senza lavoro la dignità delle persone è profondamente ferita. Alla nobile causa del lavoro la Chiesa e i Papi, dal 1891, hanno dedicato riflessioni e divulgato insegnamenti, preso posizione e attuato interventi spesso risolutivi a livello mondiale.  Oggi Papa Francesco, tra le massime autorità mondiali, si distingue per la costante difesa del lavoro e contro la disoccupazione.

Difendere il lavoro vuol dire muoversi sul terreno della concretezza evitando inutili e nebulose elucubrazioni, guardando con attenzione a tutte le condizioni indispensabili affinché il lavoro ci sia e continui ad esserci. E’ questa la ragione per la quale la Chiesa genovese da sempre e oggi, in modo particolare, guarda con la massima attenzione all’impiantistica del Distretto delle Riparazioni Navali, alle infrastrutture portuali, al potenziamento del Cantiere navale di Sestri Ponente ed ai collegamenti per l’arrivo e la partenza delle merci. Tutti sanno che la logistica è un aspetto fondamentale per il buon stato di salute delle strutture produttive e quindi per i posti di lavoro. La catena montuosa dell’Appennino protegge Genova dai venti del nord ed, in passato, dalle invasioni dei nemici ma oggi ne ostacola le comunicazioni e il problema va risolto.

Il servizio della Chiesa genovese verso il lavoro e verso la città si attua anche attraverso il dialogo con le Pubbliche Istituzioni locali e nazionali. Esse, indipendentemente dagli schieramenti politici di appartenenza, hanno il grave dovere della custodia del Bene comune. Con esse la Chiesa genovese è lieta di intrattenere un dialogo rispettoso e franco, esprimendosi con fermezza su quegli aspetti da essa ritenuti rilevanti agli effetti del Bene comune. Si tratta di un diritto dovere al quale la Chiesa non deve e non può rinunciare.

Monsignor Luigi Molinari

Vicario Episcopale per il Lavoro