Il 24 gennaio scorso, presso il magazzino transiti dello stabilimento acciaierie d’Italia di Genova -Cornigliano è stato ricordato l’operaio sindacalista Guido Rossa, barbaramente assassinato dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979.  La commemorazione, organizzata da: Camera del Lavoro di Genova, FIOM CGIL di Genova e Società di Mutuo Soccorso Guido Rossa, si è svolta alla presenza delle Autorità civili, della Direzione, delle Organizzazioni Sindacali e dell’ANPI. Tra i relatori don Franco Molinari, cappellano di fabbrica da oltre cinquant’anni, di cui riportiamo la testimonianza. 

 

Un cordiale saluto alle Autorità e a Voi carissimi lavoratori.

Siamo qui per ricordare Guido Rossa, barbaramente assassinato dalla Brigate Rosse il 24 gennaio di quarantatré anni fa, durante quelli che sono stati definiti gli “anni di Piombo”.

Ho goduto dell’amicizia di Guido Rossa, ho conversato molte volte con lui in questo stabilimento e anche fuori. Ho avuto modo di conoscerne la statura umana. Ciò si è tradotto per me in un vero arricchimento interiore.

Voglio condividere, dai miei ricordi, due tratti della Sua personalità. Anzitutto la Sua professionalità in qualità di addetto alla manutenzione degli strumenti di precisione e l’amore al lavoro unito ad un profondo attaccamento a questo stabilimento.  Alto era il suo senso del dovere e del servizio. Era consapevole del rischio al quale lo esponeva la denuncia del collega colto a distribuire volantini delle Brigate Rosse. Ha trascorso gli ultimi mesi della Sua vita avvertendo che le Brigate Rosse avrebbero trovato il modo per fargli pagare a caro prezzo la denuncia compiuta. La salvaguardia di questo stabilimento, che garantisce lavoro e produzioni indispensabili al Paese, è un gesto tangibile e doveroso per onorarne la memoria e per assicurare la sopravvivenza della siderurgia italiana a ciclo integrale, indispensabile per il nostro Paese.

Durante gli “anni di piombo” noi cappellani del lavoro in questo stabilimento, nel vicino e glorioso Ansaldo Meccanico, nelle Acciaierie SIAC Italsider di Campi, nell’ Ansaldo Energia, nell’Elsag, nel Cantiere Navale di Sestri abbiamo avuto modo di condividere con i lavoratori un clima di comprensibile paura, mai percepito prima. Dopo un inevitabile momento di disorientamento, in questi stabilimenti si è sviluppata una tenace resistenza verso l’aberrante strategia del terrore messa in atto dalle Brigate Rosse. Tale percorso è stato decisamente condiviso dalla Chiesa Genovese. Questi stabilimenti non sono stati soltanto ambiti di produzione ma veri e propri incubatori di idee, come già avvenuto durante la Resistenza. La cultura della democrazia, della partecipazione e del saper fare hanno trovato qui un terreno favorevole e privilegiato che ha contribuito a sconfiggere il terrorismo e arricchito di autentici valori la nostra Città  e l’Italia.

 

Don Franco Molinari

cappellano del lavoro