Il lavoro è una priorità umana
perciò è una priorità cristiana
Quanto è importante il lavoro:
Per la dignità umana, per formare una famiglia,
per la pace
Cappellani del lavoro di Genova2021-04-16T16:25:03+02:00

Santa Messa Pasquale Aeroporto Cristoforo Colombo

È ancora vivo il ricordo della visita dell’Arcivescovo presso l’Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova nel gennaio scorso, in occasione dell’arrivo della Statua della Madonna di Loreto, e la comunità aeroportuale  vive ancora un momento di festa.
Il giorno 14 aprile il Cappellano del Lavoro, don Giovanni Valdenassi, riprendendo una tradizione  che purtroppo si era interrotta per alcuni anni, ha celebrato la santa Messa pasquale per i dipendenti dell’Aeroporto di Genova.
Alla  celebrazione erano presenti il Direttore dello scalo genovese, rappresentanti delle forze di Polizia, Guardia di Finanza  e gli addetti aeroportuali. Un bel momento di condivisione particolarmente sentito e un felice ritorno per il Cappellano don Valdenassi, che per anni ha lavorato presso lo scalo genovese.

S. E. l’arcivescovo celebra la S. Messa pasquale nello stabilimento Arcelor Mittal

Venerdì 09 aprile S. E. l’arcivescovo Mons. Marco Tasca ha presieduto la Santa Messa Pasquale presso lo stabilimento siderurgico Arcelor Mittal di Genova Cornigliano. Padre Tasca è stato accolto dalla Direzione e dalle maestranze, presenti le Autorità cittadine tra cui l’Assessore al Bilancio del Comune di Genova, Pietro Piciocchi, Andrea Benveduti Assessore allo Sviluppo Regione Liguria e il Presidente di Confindustria Genova  Giovanni Mondini, oltre ad altre autorità locali. 

La Santa Messa è stata celebrata presso il magazzino spedizioni, il Cappellano del lavoro, don Franco Molinari, ha rivolto un indirizzo di saluto all’Arcivescovo che riportiamo integralmente.*

Padre Tasca, nell’omelia, ha sottolineato come in ogni tempo siamo chiamati, noi credenti, ad inventare la vita cristiana, ponendoci di fronte all’interrogativo: come vivere da cristiani questa situazione? Non ci sono soluzioni preordinate ma la fatica di chiedere la grazia al Signore: “aiutaci a capire come essere cristiani oggi. Credo sia una domanda molto bella – ha detto l’Arcivescovo – chi è credente si mette di fronte alla responsabilità nel suo ruolo, in quel ruolo che ha di essere un annunciatore del Vangelo. Vangelo vuol dire Bella Notizia. Come annunciarlo oggi? Come la prima comunità cristiana, che ha inventato l’approccio della condivisione.” Tutti noi facciamo i conti con i nostri limiti, non esistono soluzioni precostituite per affrontare i problemi che il nostro tempo ci pone, ma quello che abbiamo, vogliamo e possiamo condividerlo. Condivisione è ascoltare, confrontarsi e sognare insieme ha spiegato Sua Eccellenza che ha concluso con l’augurio che il Signore, attraverso la nostra preghiera ci dia luce e coraggio perché, di fronte alle grandi sfide, occorre fantasia e audacia per affrontarle.

Al termine della celebrazione L’Arcivescovo è stato accompagnato dal direttore Dr. Massimiliano Pagliaro, dai dirigenti e dal cappellano del lavoro, a visitare gli impianti. Durante la visita il direttore ha evidenziato l’importanza, l’efficienza e la modernità dell’impianto: qui industria 4.0 è una realtà ormai acquisita.

*Indirizzo di saluto rivolto da don Franco Molinari, cappellano del lavoro, a S. E. l’Arcivescovo Monsignor Marco Tasca

Eccellenza,

grazie di essere fra noi nella celebrazione della Santa Messa Pasquale, come avviene da moltissimi anni. 

Siamo grati per questa preziosa opportunità, come pure per la  possibilità offerta al  cappellano di essere qui presente in modo costante. Sono cappellano di questo stabilimento da quasi 54 anni, accanto alle persone che lavorano, nei reparti, negli uffici. La presenza in questo stabilimento ci rende consapevoli di due eccellenze qui presenti:

  • anzitutto il fattore umano. Qui ci sono persone che sanno lavorare, che hanno forte senso di appartenenza e voglia di fare bene
  • qui ci sono impianti ad alta tecnologia

Questo sito è un segmento irrinunciabile del tessuto produttivo della nostra Città e quindi del lavoro. Garantisce lavoro per circa 1000 addetti e per le loro famiglie.

La presenza dell’Arcivescovo tra di noi testimonia la tradizionale vicinanza e difesa del lavoro da parte della Chiesa genovese.

Per questo eleviamo la nostra preghiera al Signore Gesù,  affinché in questo stabilimento si possa lavorare oggi e nel futuro.

News

RICORDO DI MONSIGNOR MACCHIAVELLO

“Il fuoco nella semplicità”

Ogni anno i Cappellani del Lavoro celebrano la S. Messa in occasione dell’anniversario della morte di Monsignor Luigi Macchiavello (1925-1976), successore di Monsignor Aurelio Torrazza (1912-1975) alla guida dell’ O.N.A.R.M.O., dal 1969 fino alla morte avvenuta il 31 gennaio 1976.
Così lo ricorda Monsignor Molinari nel 2001, a venticinque anni dalla scomparsa: “Di Monsignor Macchiavello rimane la testimonianza di una fedele e quotidiana dedizione alla Pastorale del Lavoro, di un sincero ed illimitato spirito di collaborazione con il proprio Vescovo… Larga parte dello stile che caratterizza la Fondazione A.R.M.O. trae origine dalla paziente opera di Mons. Macchiavello. Tutto fece nel silenzio, nell’umiltà, nella quotidiana presenza accompagnando e servendo l’A.R.M.O. in passaggi difficilissimi per la sua sopravvivenza, pur dovendo fare i conti con un fisico esile ed una salute cagionevole.”
Pubblichiamo il documento con le parole pronunciate dal Cardinal Giuseppe Siri alla Messa di trigesima – 1 marzo 1976 – dalle quali emerge, vivida, la personalità di Mons. Macchiavello.

Testo trascritto durante la celebrazione che abbiamo lasciato nella forma originale anche con qualche refuso

Ci ritroviamo qui per pregare per l’anima di Mons. Luigi Macchiavello e a riflettere, trenta giorni dopo la perdita, nel dolore, l’incredibile fatto che lui ci fosse scomparso. Questi giorni hanno fatto misurare meglio che cosa abbia mo perduto. Ci troviamo qui, io e i miei confratelli che da tanti anni ci occupiamo dell’assistenza religiosa e morale degli operai, ma principale quella che riguarda il più della loro vita. Ci troviamo qui come per raccoglierci in questo dolore, sotto le ali dal Padre che sta nei cieli, e abbiamo bisogno; ci pare di essere dispersi, e bisogna che non siamo dispersi, perché ci siamo sotto le le ali dal Padre che sta nei cieli. Siamo qui per ricordarci della Divina Provvidenza, la quale è più splendida quando nei cieli domina; e questa morte è stata un’ombra che è calata su tutti noi, credere a questa eterna Provvidenza, che pensa a tutti, anche all’incredibile piccolo, questa Provvidenza che riserva le sue risorse stupefacenti per i piccoli e per quelli che non sono inflati dalla loro intelligenza.
Come abbiamo detto, ora ci raccogliamo così in quest’atmosfera di preghiera dove il tempo tocca l’eternità, e dove chi è passato è come se ancor ci fosse, e in realtà c’è, come se nulla fosse stato reciso, allontanato, diminuito: il regista e la sensibilità della nostra anima, di affetto fraterno, d’amicizia, di stima.
Diamo ancora uno sguardo a lui. Ho scelto e letto questo brano del Vangelo, dove il signore dice che preferisce i semplici, perché lui fu semplice, non un sempliciotto, un semplice; i semplici possono avere tutto lo splendore della loro mente, e lui l’ebbe, ma senza senza quello costruzioni fantasiose e scio che che si fanno intorno, senza quella recitazione continua. Era rivelatore della sua semplicità con quel carattere immediato, spontaneo, si direbbe che tra la sua anima e quello che faceva e diceva, non ci fossero mai elementi diversi, e tutti l’avvertivano questo. Io l’avvertivo quasi ogni mattina quando passava da me per il rapporto: era, direi, una boccata d’aria fresca, cosa che a me non succede tutti i giorni e tutti i momenti, quando passo le ore a ricevere la gente che viene a portarmi i suoi dolori, non le gioie. Lo rivedo così; ma in questa semplicità c’era un guizzo d’anima, una prontezza a rivelare i problemi, a isolarli nella loro sostanza senza super affettazioni, senza gloriarsi.
Era piccolo e minuto come se la sua figura dovesse accompagnare questa semplicità immediata che toccava: allora ci sembrava una cosa naturale perché era sempre stato così; la sofferenza fisica che aveva conosciuto da molto giovane, l’aveva temprato, l’aveva aiutato ad essere così, ma in mezza a questa semplicità sentivamo un fuoco, c’era un fuoco. Arrivava dappertutto, non gli sfuggiva niente, volava, io dicevo,come volano gli uccelli, era dappertutto ed era tutto; aveva una forma semplice, senza circonlocuzioni a risolvere fin in fondo ogni cosa. Era così semplice, retto, buono e ci appare ancor oggi così; io credo che questa luminosità che ebbe in vita, l’abbia accompagnato sulle soglie dell’eternità. E se se siamo qui per pregare ancora per lui, è perché i conti con dio, sono affari molto seri, e pertanto anche le piccole sfumature che il mondo trascura, lassù hanno esito, hanno riflesso e sono invocazioni di giustizia; per questo preghiamo, ma ci confortiamo che quando uno si presenta all’eternità, può avere, non sappiamo se l’abbia, può avere il beneficio immediato di tutte le preghiere che si faranno nei trigesimi e per gli anni venturi, perché Dio è eterno e pertanto sa già quel che si farà per lui, e se crede, nella sua misericordia, può fare beneficio immediato; io spero sia andata così; ed io spera anche che noi siamo sotto le ali del Padre che sta nei cieli, e spero che ad aiutare queste ali che si allargano su di noi, si siano i due che abbiamo perduto nel giro di otto mesi: Monsignor Torrazzae Monsignor Macchiavello, tutti e due. Noi umanamente li crediamo una perdita, siamo qui davanti a Dio, proviamo a pensarci che sono un acquisto: badate che dal Cielo si può fare di più che dalla terra, e così sia!

Torna in cima